Sulla rotta di Itaca
Perchè Itaca?
Non siamo mai stati nell’isola di Odisseo, ma l’abbiamo
vista con l’immaginazione; l’abbiamo sognata e ambita,
viaggiando con lui, Ulisse; leggendo la storia, del suo
viaggio e ci è rimasta dentro come una meta, come una
metafora; il punto d’arrivo.
Itaca è proprio come il luogo di un impegno da attuare con
la massima tenacia, con la passione, la fiducia e la
massima fedeltà. Itaca è insomma l’isola nella quale ogni
uomo geniale spera di approdare perché sa che in quel luogo
il suo pensiero potrà essere condiviso con i più sinceri
amici.
Sognatore! La testa fra le nuvole! Forse, ma ciò che si
vuol far comprendere è che non si tratta solo di un
“luogo”, ma di uno spazio che si ricava nella dicotomia tra
cielo e terra, mare e cielo, terra e mare è uno spazio
definito, una “galleria” dell’emozione per coloro che la
sanno cercare.
Questa è Itaca.
Un’isola dove il tempo si confonde con lo spazio, dove le
sue “sale” sono anche le stanze dell’anima, dove i
sentimenti e le emozioni sono provocate dalla ricerca del
luogo e dalla scansione degli attimi.
Essa è il sito in cui la curiosità, l’ingegno e la ricerca,
hanno trovato la loro dimora.
Itaca è la casa alla cui mensa ci si nutre di gustose
libagioni e si beve versando il nettare della cultura. Dove
si attinge dalla fonte della sapienza, della storia e della
civiltà che hanno sempre contraddistinto il vero uomo.
Itaca è quel vociare che riempie il silenzio dell’infinito
in cui ci si perde a cercare quelle emozioni che non si
sono mai dimenticate e che qui vi hanno trovato dimora per
sempre.
Itaca, infine, è il porto da cui salpare per nuove ed
emozionanti sfide.
Ecco perchè Itaca.